Il futuro nel passato in rumeno

Scopri come il rumeno colloca un evento successivo all’interno di una linea temporale passata con aveam să, le comuni forme del futuro e condizionali scelti in base al contesto.

Il rumeno può presentare un evento successivo dall’interno di una narrazione passata: Peste câțiva ani avea să înțeleagă de ce plecase. (Qualche anno dopo, avrebbe capito il motivo di quella partenza.) La forma avea să înțeleagă colloca la comprensione dopo un punto di riferimento passato; non indica semplicemente che la persona aveva intenzione di capire qualcosa.

Che cosa indica il futuro nel passato?

Il futuro nel passato colloca un evento dopo un punto di riferimento passato, mentre chi parla guarda retrospettivamente a entrambi dal presente.

Il rumeno usa questa costruzione soprattutto nella narrazione retrospettiva, spesso con un’espressione di tempo successivo o con un verbo al passato che indica conoscenza, scoperta o comunicazione.

Relazione temporaleEsempio rumenoChe cosa presenta la frase
Punto di riferimento passato, evento successivoÎn 2012, nu știa că avea să devină cercetătoare. (Nel 2012 non sapeva che sarebbe diventata ricercatrice.)Il momento in cui diventa ricercatrice è successivo al punto di riferimento del 2012.
Narrazione passata con una scoperta successivaDupă terminarea studiilor, aveam să descopăr problema. (Dopo aver concluso gli studi, avrei scoperto il problema.)La scoperta costituisce una fase successiva di una vicenda ormai conclusa.
Possesso o disponibilità nel passatoAveam timp să răspund. (Avevo tempo per rispondere.)Aveam è il verbo lessicale a avea, non l’ausiliare del futuro nel passato.

La costruzione non indica da sola se l’evento successivo si è compiuto, è stato interrotto o è rimasto soltanto previsto. L’esito dell’evento dipende dal contesto.

Come si forma la costruzione con aveam să e il congiuntivo?

Usa l’imperfetto di a avea, seguito da e dal congiuntivo presente del verbo lessicale. L’ausiliare stabilisce la prospettiva passata; il verbo al congiuntivo esprime l’evento e assume la forma richiesta dalla persona.

  1. Scegli il soggetto e la forma corrispondente dell’imperfetto di a avea.
  2. Aggiungi la marca fissa del congiuntivo .
  3. Metti il verbo lessicale al congiuntivo presente, non all’infinito. Alla terza persona, da a veni si ottiene să vină: avea să vină (lui, lei o esso doveva venire).

Quando il contesto non rende già chiaro il punto di riferimento, aggiungi un’espressione temporale o una cornice passata come mai târziu, peste câțiva ani o la sosire.

SoggettoAusiliareForma completa con a plecaSignificato
euaveamaveam să plecdovevo partire più tardi
tuaveaiaveai să plecidovevi partire più tardi
el / eaaveaavea să plecedoveva partire più tardi
noiaveamaveam să plecămdovevamo partire più tardi
voiaveațiaveați să plecațidovevate partire più tardi
ei / eleaveauaveau să plecedovevano partire più tardi

Il verbo lessicale resta al congiuntivo presente: aveam să aflu (in seguito avrei scoperto), aveai să constați (in seguito avresti constatato), avea să ajungă (in seguito sarebbe arrivato o arrivata) e aveam să ne vedem (in seguito ci saremmo visti o viste). Le forme del congiuntivo alla terza persona singolare e plurale sono spesso identiche, ma l’ausiliare all’imperfetto distingue comunque avea da aveau.

Dove si collocano nu, i pronomi atoni e mai?

Metti nu prima dell’ausiliare all’imperfetto. Un clitico è un pronome atono. I clitici e gli avverbi possono comparire dopo e prima del verbo lessicale, secondo lo schema normale del congiuntivo: Nu aveam să ne mai vedem. (Non ci saremmo più rivisti.)

SchemaEsempioFunzione degli elementi
Forma affermativaAvea să ajungă la timp. (Sarebbe arrivato o arrivata in orario.)avea stabilisce la prospettiva passata; să ajungă esprime l’evento successivo.
Forma negativaNu aveau să construiască nimic. (Non avrebbero costruito nulla.)nu nega l’intera costruzione del futuro nel passato.
Clitico e avverbioAveam să-ți mai explic regula. (In seguito ti avrei spiegato ancora la regola.)Il clitico dativo -ți e l’avverbio mai si collocano all’interno della subordinata introdotta da .

Che cosa si può usare nel discorso indiretto?

Dopo un verbo di pensiero o di parola al passato, il rumeno non richiede una trasformazione automatica del futuro. Una forma di futuro può rimanere tale quando esprime la cronologia riferita: Știam că va reuși. (Sapevo che avrebbe avuto successo.) Il rumeno può mantenere anche il futuro colloquiale con o să: Mi-a spus că o să revină. (Mi ha detto che sarebbe tornato o tornata.) La scelta dipende dalla prospettiva, dal registro e dal fatto che l’affermazione riferita sia ancora presentata come valida, non da una conversione automatica basata sul tempo usato in italiano.

CostruzioneEsempioInterpretazione tipica
Futuro con voi dopo un verbo al passatoȘtiam că va reuși. (Sapevo che avrebbe avuto successo.)La forma di futuro presenta direttamente l’evento successivo dalla prospettiva passata.
Futuro con o să dopo un verbo al passatoMi-a spus că o să plece a doua zi. (Mi ha detto che sarebbe partito o partita il giorno dopo.)Chi parla riferisce un evento successivo con una forma di futuro comune nel parlato.
Futuro nel passatoNu știa că avea să devină celebru. (Non sapeva che sarebbe diventato famoso.)La costruzione presenta l’evento successivo come una nuova fase della narrazione passata, spesso da una prospettiva retrospettiva.

Non scegliere avea să soltanto perché in italiano la subordinata richiede un condizionale passato. Una frase rumena che riferisce semplicemente un evento futuro può usare va, o să o un’altra forma adatta al contesto. Usa avea să quando vuoi ancorare l’evento successivo a un punto del passato, soprattutto in una narrazione retrospettiva.

Quando si usa il condizionale?

Il condizionale presente usa un ausiliare marcato per persona e numero davanti all’infinito breve.

SoggettoAusiliareForma completa con a reveni
euaș reveni
tuaiai reveni
el / eaarar reveni
noiamam reveni
voiațiați reveni
ei / elearar reveni

In un discorso riferito al passato, il condizionale può presentare un’azione successiva come ipotetica, dipendente da una condizione o parte della proposta di qualcuno. Mi-a spus că ar reveni a doua zi dacă ar primi aprobarea. (Mi ha detto che sarebbe tornato o tornata il giorno dopo se avesse ricevuto l’approvazione.) In questo esempio, ar reveni rimanda a un evento successivo, mentre dacă ar primi aprobarea esprime la condizione.

FraseSignificatoPerché le forme non sono intercambiabili
Peste ani avea să revină. (Anni dopo, sarebbe tornato o tornata.)Un evento successivo in una narrazione passataLa costruzione presenta una successione temporale, non una condizione.
Dacă ar avea timp, ar reveni. (Se avesse tempo, tornerebbe.)Una normale condizione ipoteticaEntrambe le forme del condizionale appartengono alla struttura introdotta da dacă; manca un punto di riferimento passato che richieda avea să.
Mi-a spus că ar reveni dacă ar primi aprobarea. (Mi ha detto che sarebbe tornato o tornata se avesse ricevuto l’approvazione.)Una possibilità successiva riferita da qualcunoIl condizionale segnala la condizione o il grado limitato di impegno di chi formula la proposta; non deriva da una trasformazione automatica dei tempi.
Voiam să revin. (Volevo o avevo intenzione di tornare.)Un’intenzione passataL’imperfetto di a vrea esprime un desiderio o un’intenzione; da solo, non presenta l’evento successivo come un esito della narrazione.
  1. Quale frase colloca l’evento successivo all’interno di una narrazione passata?

    • În 2018, nu știa că avea să devină cunoscută.
    • Dacă ar avea timp, ar veni.
    • Are timp să vină.
    • A vrut să vină.

    Avea să devină usa l’imperfetto di a avea e il congiuntivo per collocare il momento in cui la persona diventa conosciuta dopo il punto di riferimento passato del 2018. Le altre frasi esprimono una condizione, la disponibilità di tempo o un desiderio passato, non questa relazione temporale.

  2. Completa la frase con la forma richiesta da eu: În copilărie, nu știam ce ___ să aleg.

    • aveai
    • avea
    • aveam
    • aș avea

    La prima persona singolare dell’imperfetto di a avea è aveam. La costruzione completa aveam să aleg indica che, da quella prospettiva passata, non sapevo che cosa avrei scelto in seguito.

  3. Quale frase presenta il lancio come successivo a un punto di riferimento passato?

    • În 2010, au să lanseze proiectul în 2012.
    • În 2010, nu știau că aveau să lanseze proiectul în 2012.
    • Dacă ar lansa proiectul, ar anunța presa.
    • Au lansat proiectul în 2012.

    Nu știau că aveau să lanseze ancora il lancio successivo alla prospettiva passata del 2010. La prima opzione usa un ausiliare al presente, la terza è ipotetica e la quarta riferisce semplicemente un evento passato già concluso.

  4. Quale frase rumena mantiene il futuro dopo il verbo al passato?

    • Știam că aș ploua în weekend.
    • Știam că aveam ploua în weekend.
    • Știam că plouat în weekend.
    • Știam că va ploua în weekend.

    Il rumeno può mantenere la forma di futuro va ploua dopo il verbo al passato știam. La prima opzione usa un condizionale di prima persona incompatibile, la seconda omette il necessario e la terza usa un participio senza ausiliare.

  5. Quale frase usa il condizionale per un evento futuro riferito ed esplicitamente ipotetico?

    • Peste ani avea să revină.
    • Mi-a spus că ar reveni dacă ar primi aprobarea.
    • Mi-a spus că va reveni a doua zi.
    • A revenit după aprobare.

    Ar reveni descrive l’azione successiva riferita, subordinandola alla condizione dacă ar primi aprobarea. Esprime quindi una possibilità condizionale nel discorso indiretto, non una sostituzione automatica di avea să revină.

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Quale frase colloca l’evento successivo all’interno di una narrazione passata?
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